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Trovo una pubblicità su internet, leggo il programma, ci penso, il raduno è lontano ma il programma è accattivante, un misto tra raduno ed avventura.
Dopo qualche giorno chiamo il numero di riferimento, risponde Renzo la sua voce infonde entusiasmo, la descrizione delle giornate è convincente lo stile proposto: raduno guidato ma con traccia GPX, un raduno in stile Jamboree, tutti insieme come una volta, con l’immancabile notte i tenda… per problemi di permesso il numero delle vetture è limitato a 20 auto…mi piace.
Le informazioni che mi vengono inviate sono complete e mi permettono di regolarizzare l’iscrizione abbastanza velocemente, mi viene inviata la traccia GPX, la guardo a computer e noto che sono oltre 200km e la maggior parte sono sentieri.
Arrivo a Sulmona la sera prima, la mattina di buon ora mi dirigo verso il luogo di partenza che si trova a 5 minuti da Sulmona, esattamente a Bugnaia in piazza S.S:Rosario, paesino con risvolti storici, appuntamento nella piazza della chiesa, e noto che la strada e il paese sono stati chiusi per permettere di gestire la partenza del raduno, ottima collaborazione.
Ottima accoglienza da parte degli organizzatori, perfezionamento della iscrizione consegna gadget, controllo dotazioni delle vetture, colazione offerta dal bar Carosello che si affaccia sulla piazzetta.
Piccolo briefing e alle 09 tutti in auto per la partenza, una leggera pioggerellina ci accompagna per i primi km trasformandosi in pioggia vera dopo qualche Km e in un deciso acquazzone quando abbiamo raggiunto il crinale, per fortuna il fondo delle strade in questa zona è di sasso, ma qualche immancabile slittamento rende più impegnativa la guida, visto che non tutte le vetture erano equipaggiate con gomme da off road.
Cambiamo versante, le nubi si allargano e smette di piovere, cominciamo a vedere i panorami che ci circondano, bellissimi, montagne multicolori creano una cornice alle vettura che percorrono stradelli o tratturi ripescati dagli organizzatori, che anche se neofiti hanno dimostrato una buona abilità, proponendoci dei passaggi tecnici ma sicuri.
Salite, discese, sassaie, e qualche pascolo si lasciano percorrere dalla comitiva, altro piccolo momento di pioggia rende difficile la salita alla fine di un campo, qualche minuto di attesa poi tutti riesco a salire, poco dopo arrivati sulla sommità un “flash” la colonna si ferma, una foratura quasi simultanea di due auto, guarda caso le due auto montano pneumatici semi stradali, tutto questo ci ricorda che gli pneumatici con disegno stradale soffrono il passaggi nelle pietraie, gli organizzatori si adoperano per aiuta la sostituzione e successivamente contattano un gommista di un paese vicino per il ripristino.
I panorami sono sempre vari, scendendo di quota attraversiamo qualche boschetto dove in contriamo una natura rigogliosa, fin troppo per le carrozzerie ma niente di grosso, nei pianori il recente temporale ha lasciato abbondanza di acqua nelle buche, che rendono emozionante l’attraversamento in velocità coprendo con gli schizzi tutta la macchina.
Arriviamo all’aera decisa per il pic nic con il sole che ci riscalda, una bella radura a valle di un abbeveratoio dopo avere percorso una discesa con dei bei solchi profondi formati dall’acqua piovana, l’assistenza di Renzo si è dimostrata fondamentale per i neofiti alla guida, e la sorveglianza di Matteo ai miei giochi di attraversamento solchi.
Alla ripartenza attraversiamo un versante in discesa con una serpentina tra grandi massi e bovini incuriositi dal nostro passaggio, si sente molto forte l’odore delle erbe di montagna, piacevolissimo anche il colore dei fiori che spuntano tra le rocce.
Renzo e Stefania ci illustrano le caratteristiche del territorio arricchite da rudimenti storici che arricchiscono il nostro sapere, fino al sito archeologico di Alba Fucens, che abbiamo esplorato tutti insieme.
I luoghi e i paesaggi cambiano in continuazione, verso sera attraversiamo un bosco in area protetta, autorizzata per l’evento, quando stiamo per raggiungere la destinazione per montare il campo un altro temporale ci raggiunge a vanifica il sogno di fare un bell’accampamento con le tende, fortuna che Renzo ha un piano B, si accorda con il proprietario per permetterci di passare la notte nel locare dove si mangia, all’arrivo abbiamo potuto vedere un bellissimo tramonto all’orizzonte, con un cielo nero tipo ombrello con un orizzonte rosso fuoco.
Riparatici nella “sala da pranzo” Stefania e Renzo cominciano a metterci a disposizione la grigliata che il gestore ci ha preparato, poi spunta qualche birra e qualche bottiglia di vino.. buono.
Smette di piovere il buio ci assale, cominciamo a prepararci per la notte, mentre recuperiamo i materiali per la notte mi accorgo che siamo circondati da conigli, che come altri animali da cortile vivono allo stato brado, compreso un grosso cane bianco stranamente molto socievole, strano per pastore maremmano, che ci assisterà fino al dopo cena.
Una uscita notturna dalla camerata per motivi tecnici mi fa notare che le nuvole si sono allontanate lasciando ammirare un cielo stellato meraviglioso, visto che siamo in quota, tutto, questo lascia presagire una giornata in arrivo.
La sveglia di buon ora, con un profumo di caffè, abbondante colazione, il gruppo si prepara per un’altra giornata di off road, il clima è molto fresco del resto siamo in mezzo alle montagne, carichiamo le macchine mentre Renzo ci dice sarà una giornata lunga, saluto ai pastori e partiamo.
Altri panorami ci aspettano, sul tracciato incontriamo altri veicoli di cacciatori o fungaioli parcheggiati qui e là, in un boschetto di faggete qualche escursionista che ci salutano sorridendo, di nuovo salite discese e il gradito profumo delle erbe di montagna nei versanti più alti, altri pascoli affollati sui piani carsicie raggiungiamo l’antico lago del Fucino ora piana del Fucino, altri scorci di paesi in lontananza ci fanno segni di civiltà con testimonianze storico artistiche rilevanti.
Percorriamo una bellissima strada all’interno dei Parco dei monti Simbruini con parecchi punti panoramici sulla valle circostanti , circondato da vette alte fino a 2000 metri, zona ricca di sentieri e cammini storici.
I complimenti alla signora Inglese che con il suo land 110 guida e destra, ha affrontato tutti i tornanti con estrema perizia trasportando una anziana amica con difficoltà motorie, era nella comitiva anche una Tata Pick up che ha reso felice il proprietari per il raggiungimento degli obbiettivi di traccia.
Penultima tappa la visita alla cascata di Trevi, sul percorso del fiume Aniene vicino alla confluenza del fiume Simbrino, punto di ristoro e aggiornamento sullo stato fisico dei partecipanti, stanchezza voglia di proseguire in off road o ritorno, pochi rinunciano a proseguire nel tratto off road anche fidandosi della descrizione del tratto da affrontare, definito abbastanza facile… qui si è manifestata la natura sadica di Renzo.. salutiamo i compagni di viaggio che rientrano e ci arrampichiamo su una pista “sassaia” da prima ridotta e varie manovre nei tornanti arrivati sulla cima del monte costeggiamo varie villette da vacanza, affacciate su una valle profonda , qui ci godiamo gli ultimi attimi di sole che cala lentamente dietro la montagna di fronte, un bellissimo tramonto si scende con un sentiero stretto e ripido con l’oscurità che avanza.
Arrivati a valle proseguiamo il tracciato con vari sterrati ricchi di buche piene di acqua e fango, pensando che siamo vicino a una città percorrere dei piccoli sterrati è una rarità, dopo alcuni chilometri di spruzzi arriviamo vicino alla località Colleferro, arrivo previsto del tour, stanchi e soddisfatti ci salutiamo calorosamente, una serie di selfie di rito tra i sopravvissuti e un caldo arrivederci alla prossima….
TESTO E FOTO ANGELO LUPPI
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